(Post a cura di Paola Di Stefano e Nunzia Podda)
domenica 13 dicembre 2015
giovedì 10 dicembre 2015
FAVOLE IN RIMA
IL LUPO E LA GRU
Un lupo un osso ha mangiato
ma nella bocca si è incastrato;
tutti gli animali ha chiamato
ma nessuno lo ha accontentato.
Solo una gru lo aiutò
e dall'osso lo liberò;
ella voleva la ricompensa
ma il lupo la lasciò senza.
(Valentina Di Palma, I C)
LA CICALA E LA FORMICA
Una cicala che in estate aveva solo cantato
neanche un po' di cibo aveva accumulato.
Allora alle formiche chiese da mangiare
promettendo di voler il favore ricambiare,
ma le formiche che in estate avevan lavorato
le risposero di no in un sol fiato:
se aveva preferito tanto cantare,
ora poteva pure cominciare a ballare.
(Giuseppe Rossini, I C)
IL LUPO E L'AGNELLO
Un lupo ed un agnello
giunsero allo stesso ruscello;
l'agnello in basso si trovò
e il lupo in alto si fermò:
sfrenata è la sua golosità
e un pretesto cerca per la sua irascibilità.
"Perchè sporchi l'acqua che sto bevendo?"
E l'agnello: "Io non faccio quel che tu stai dicendo!
L'acqua da te prima è passata
e poi da me è arrivata."
"Non negare l'evidenza,
sei mesi fa hai fatto un'imprudenza:
di me male hai parlato
e al mio orecchio è arrivato."
E l'agnello ribattè:
"Non è possibile, mio re,
perchè nato io non ero
e parlare non potevo."
Ma il lupo assatanato
sull'agnello si è avventato
e ingiustamente lo ha mangiato,
povero agnello che ci è cascato!
Questa favola è rivolta
agli uomini dalla cattiva condotta.
(Martina Montuori, I C)
Un lupo un osso ha mangiato
ma nella bocca si è incastrato;
tutti gli animali ha chiamato
ma nessuno lo ha accontentato.
Solo una gru lo aiutò
e dall'osso lo liberò;
ella voleva la ricompensa
ma il lupo la lasciò senza.
(Valentina Di Palma, I C)
LA CICALA E LA FORMICA
Una cicala che in estate aveva solo cantato
neanche un po' di cibo aveva accumulato.
Allora alle formiche chiese da mangiare
promettendo di voler il favore ricambiare,
ma le formiche che in estate avevan lavorato
le risposero di no in un sol fiato:
se aveva preferito tanto cantare,
ora poteva pure cominciare a ballare.
(Giuseppe Rossini, I C)
IL LUPO E L'AGNELLO
Un lupo ed un agnello
giunsero allo stesso ruscello;
l'agnello in basso si trovò
e il lupo in alto si fermò:
sfrenata è la sua golosità
e un pretesto cerca per la sua irascibilità.
"Perchè sporchi l'acqua che sto bevendo?"
E l'agnello: "Io non faccio quel che tu stai dicendo!
L'acqua da te prima è passata
e poi da me è arrivata."
"Non negare l'evidenza,
sei mesi fa hai fatto un'imprudenza:
di me male hai parlato
e al mio orecchio è arrivato."
E l'agnello ribattè:
"Non è possibile, mio re,
perchè nato io non ero
e parlare non potevo."
Ma il lupo assatanato
sull'agnello si è avventato
e ingiustamente lo ha mangiato,
povero agnello che ci è cascato!
Questa favola è rivolta
agli uomini dalla cattiva condotta.
(Martina Montuori, I C)
lunedì 30 novembre 2015
martedì 3 novembre 2015
"LA FABBRICA DI CIOCCOLATO": LA STORIA
Questa è la storia di Charlie Bucket, un bambino molto
povero ma felice, anche se deve dividere coi genitori e i quattro nonni una
zuppa, vivere in una casa molto piccola e piena di spifferi, giocare con i
tappi di dentifricio ed avere una sola tavoletta di cioccolato l'anno, in
occasione del suo compleanno. La sua casa si trova vicino alla grande fabbrica
di cioccolato Wonka chiusa da tempo. Il nonno di Charlie, Joe, gli racconta di
quando la fabbrica era ancora aperta e lui lavorava lì sotto il comando di
Willy Wonka, che un giorno decise di chiudere la fabbrica. Da quel giorno
nessuno ebbe più notizie del proprietario, infatti i cancelli erano sempre
chiusi, tranne quando i camion Wonka andavano a ritirare alla fabbrica le
tavolette di cioccolato da vendere. Charlie però è curioso di capire come sia possibile che,
se nessuno lavora nella fabbrica, si possa continuare a produrre cioccolato.
Grazie a un concorso indetto dal misterioso proprietario, si apre la possibilità di entrare nella fabbrica per cinque fortunati che troveranno il biglietto d'oro nella loro tavoletta di cioccolato, ma uno solo alla fine della visita riceverà in dono una quantità enorme di dolciumi. Charlie riceve, come al solito, per il suo compleanno una tavoletta di cioccolato, ma non trova nulla. Anche nella seconda, che gli viene regalata ,con l'ultimo soldino, da nonno Joe non trova nulla; ma poi, quando ha perso tutte le speranze, il piccolo trova nella neve 10 dollari e, comprata una supertavoletta, trova il biglietto. Il giorno seguente, con nonno Joe, si reca alla fabbrica dove incontra gli altri quattro fortunati bambini. Sono: Augustus, un bambino molto grasso che mangia continuamente cioccolato; Veruca, figlia di un industriale che confeziona noccioline; Violetta, una bambina che mastica tutto il giorno chewing-gum; Mike, che guarda la televisione tutto il giorno.
Quando si apre il cancello della fabbrica il proprietario, un ometto straordinario, saluta allegramente i vincitori e i loro accompagnatori e li fa entrare. All’interno si sentono tutti gli odori più piacevoli del mondo e c’è un bel calduccio perché gli operai non sopportano il freddo.
Il signor Wonka li porta subito nella stanza della cioccolata: è un luogo stupefacente, una bellissima valle con prati verdi, e a fondovalle scorre un fiume di cioccolato fuso, attraversato da tubi di vetro che ogni tanto si abbassano per prelevare cioccolato e portarlo nelle altre stanze della fabbrica. Ad un certo punto spuntano, dall’altra sponda del fiume, degli strani ometti, gli Umpa-Lumpa: sono loro i misteriosi operai che mandano avanti la fabbrica. Essi vengono dalla giungla di Lumpalandia e il signor Wonka li ha portati nella sua fabbrica offrendo loro da mangiare chicchi di cacao, il loro alimento principale, in cambio del loro lavoro.
Ad un tratto Augustus cade nel fiume e viene risucchiato dai tubi. Così Willy Wonka chiama un Umpa-Lumpa e fa scortare la madre del ragazzo fino al laboratorio. Intanto gli altri proseguono la visita: il proprietario fischia tre volte e da lontano si vede sbucare una grande barca rosa, scavata una gigantesca caramella. Lungo il percorso imboccano un tunnel buio, che finisce nella stanza delle invenzioni. Lì dentro ci sono tutte le invenzioni ancora da perfezionare o da terminare. Una di queste è una gomma da masticare, che si può tranquillamente mangiare al posto del pranzo, perché contiene tre portate: zuppa, carne e torta. Violetta, la ragazzina che tiene sempre in bocca una cicca, prova ad assaggiarla e subito sente il sapore della zuppa, poi quello dell’arrosto infine quello della torta al mirtillo. I genitori sono felici perché la loro bambina sarebbe diventata famosa per aver assaggiato la prima “Gomma Pranzo” ma subito a Violetta diventa tutto il corpo blu, poi comincia a gonfiarsi e diventa rotonda come un gigantesco mirtillo. Subito arrivano dieci Umpa-Lumpa che la fanno rotolare nella centrifuga per toglierle tutto il succo e per sgonfiarla.
Wonka e i suoi ospiti ripartono subito, per andare nella stanza delle noci, dove lavorano centinaia di scoiattolini. La capricciosa Veruca ne vuole uno, perciò comincia a strillare e chiede al padre di prenderle uno scoiattolo. Mentre questi discute con il signor Wonka, lei corre a prenderne uno, ma viene assalita da tutti gli altri piccoli roditori e viene buttata nell’enorme tubo che porta all’inceneritore, nel quale gli scoiattoli spingono anche la mamma e poi ci cade anche il padre.
I cinque rimasti salgono nell’ascensore di cristallo, che non funziona come un normale ascensore, ma può andare anche di lato, di sopra, di sotto così da poter raggiungere tutti i locali della fabbrica, ma loro decidono di andare nella stanza del telecioccolato. Willy fa vedere a tutti la sua ultima invenzione, ancora da perfezionare, la quale può teletrasportare qualsiasi materiale, come una tavoletta di cioccolato dal televisore al luogo in cui si trova una certa persona e viceversa. Mike, che se ne intende di televisione, non crede a Willy Wonka e decide di provare se, oltre alle stecche di cioccolato, si possono teletrasmettere anche le persone. Si mette sul riflettore, schiaccia il telecomando e improvvisamente viene teletrasportato nel televisore, però è diventato piccolissimo e la sua voce si sente appena. La madre ordina al signor Wonka di far tornare di nuovo suo figlio com’era prima. Il signor Wonka decide di utilizzare una macchina speciale per farlo allungare e poi dargli un intruglio speciale per farlo ingrassare. Così la madre e Mike vengono accompagnati da un Umpa-Lumpa all’uscita.
E' rimasto solo Charlie, che presto scopre di essere il vincitore; Willy si congratula con lui e lo fa salire sull’ascensore di cristallo con il nonno, poi preme il tasto “In su e fuori” e subito i tre vengono trasportati in alto, sfondando il soffitto della fabbrica e ritrovandosi sospesi per aria, fuori dalla fabbrica. Poi Wonka preme un altro bottone e l’ascensore si ferma, sospeso in aria. Dall’alto vedono tutta la città e i ragazzi che tornano a casa, ciascuno con il suo camion carico di dolciumi come era scritto sul biglietto.
Willy Wonka dice a Charlie che vuole regalargli la fabbrica e appena sarà grande abbastanza potrà dirigerla.Charlie non crede alle sue orecchie. Era questo lo scopo segreto della visita: l’unico bambino vincitore avrebbe ricevuto in dono la fabbrica, perché il signor Wonka è ormai troppo vecchio per portare avanti tutto il lavoro da solo e vuole che a dirigerla non sia un adulto, ma un ragazzo buono, intelligente e affettuoso. Wonka decide di far trasferire tutta la famiglia di Charlie nella fabbrica, così lui, Charlie e nonno Joe vanno a prendere tutti con l’ascensore e ritornano insieme nella fabbrica.
Grazie a un concorso indetto dal misterioso proprietario, si apre la possibilità di entrare nella fabbrica per cinque fortunati che troveranno il biglietto d'oro nella loro tavoletta di cioccolato, ma uno solo alla fine della visita riceverà in dono una quantità enorme di dolciumi. Charlie riceve, come al solito, per il suo compleanno una tavoletta di cioccolato, ma non trova nulla. Anche nella seconda, che gli viene regalata ,con l'ultimo soldino, da nonno Joe non trova nulla; ma poi, quando ha perso tutte le speranze, il piccolo trova nella neve 10 dollari e, comprata una supertavoletta, trova il biglietto. Il giorno seguente, con nonno Joe, si reca alla fabbrica dove incontra gli altri quattro fortunati bambini. Sono: Augustus, un bambino molto grasso che mangia continuamente cioccolato; Veruca, figlia di un industriale che confeziona noccioline; Violetta, una bambina che mastica tutto il giorno chewing-gum; Mike, che guarda la televisione tutto il giorno.
Quando si apre il cancello della fabbrica il proprietario, un ometto straordinario, saluta allegramente i vincitori e i loro accompagnatori e li fa entrare. All’interno si sentono tutti gli odori più piacevoli del mondo e c’è un bel calduccio perché gli operai non sopportano il freddo.
Il signor Wonka li porta subito nella stanza della cioccolata: è un luogo stupefacente, una bellissima valle con prati verdi, e a fondovalle scorre un fiume di cioccolato fuso, attraversato da tubi di vetro che ogni tanto si abbassano per prelevare cioccolato e portarlo nelle altre stanze della fabbrica. Ad un certo punto spuntano, dall’altra sponda del fiume, degli strani ometti, gli Umpa-Lumpa: sono loro i misteriosi operai che mandano avanti la fabbrica. Essi vengono dalla giungla di Lumpalandia e il signor Wonka li ha portati nella sua fabbrica offrendo loro da mangiare chicchi di cacao, il loro alimento principale, in cambio del loro lavoro.
Ad un tratto Augustus cade nel fiume e viene risucchiato dai tubi. Così Willy Wonka chiama un Umpa-Lumpa e fa scortare la madre del ragazzo fino al laboratorio. Intanto gli altri proseguono la visita: il proprietario fischia tre volte e da lontano si vede sbucare una grande barca rosa, scavata una gigantesca caramella. Lungo il percorso imboccano un tunnel buio, che finisce nella stanza delle invenzioni. Lì dentro ci sono tutte le invenzioni ancora da perfezionare o da terminare. Una di queste è una gomma da masticare, che si può tranquillamente mangiare al posto del pranzo, perché contiene tre portate: zuppa, carne e torta. Violetta, la ragazzina che tiene sempre in bocca una cicca, prova ad assaggiarla e subito sente il sapore della zuppa, poi quello dell’arrosto infine quello della torta al mirtillo. I genitori sono felici perché la loro bambina sarebbe diventata famosa per aver assaggiato la prima “Gomma Pranzo” ma subito a Violetta diventa tutto il corpo blu, poi comincia a gonfiarsi e diventa rotonda come un gigantesco mirtillo. Subito arrivano dieci Umpa-Lumpa che la fanno rotolare nella centrifuga per toglierle tutto il succo e per sgonfiarla.
Wonka e i suoi ospiti ripartono subito, per andare nella stanza delle noci, dove lavorano centinaia di scoiattolini. La capricciosa Veruca ne vuole uno, perciò comincia a strillare e chiede al padre di prenderle uno scoiattolo. Mentre questi discute con il signor Wonka, lei corre a prenderne uno, ma viene assalita da tutti gli altri piccoli roditori e viene buttata nell’enorme tubo che porta all’inceneritore, nel quale gli scoiattoli spingono anche la mamma e poi ci cade anche il padre.
I cinque rimasti salgono nell’ascensore di cristallo, che non funziona come un normale ascensore, ma può andare anche di lato, di sopra, di sotto così da poter raggiungere tutti i locali della fabbrica, ma loro decidono di andare nella stanza del telecioccolato. Willy fa vedere a tutti la sua ultima invenzione, ancora da perfezionare, la quale può teletrasportare qualsiasi materiale, come una tavoletta di cioccolato dal televisore al luogo in cui si trova una certa persona e viceversa. Mike, che se ne intende di televisione, non crede a Willy Wonka e decide di provare se, oltre alle stecche di cioccolato, si possono teletrasmettere anche le persone. Si mette sul riflettore, schiaccia il telecomando e improvvisamente viene teletrasportato nel televisore, però è diventato piccolissimo e la sua voce si sente appena. La madre ordina al signor Wonka di far tornare di nuovo suo figlio com’era prima. Il signor Wonka decide di utilizzare una macchina speciale per farlo allungare e poi dargli un intruglio speciale per farlo ingrassare. Così la madre e Mike vengono accompagnati da un Umpa-Lumpa all’uscita.
E' rimasto solo Charlie, che presto scopre di essere il vincitore; Willy si congratula con lui e lo fa salire sull’ascensore di cristallo con il nonno, poi preme il tasto “In su e fuori” e subito i tre vengono trasportati in alto, sfondando il soffitto della fabbrica e ritrovandosi sospesi per aria, fuori dalla fabbrica. Poi Wonka preme un altro bottone e l’ascensore si ferma, sospeso in aria. Dall’alto vedono tutta la città e i ragazzi che tornano a casa, ciascuno con il suo camion carico di dolciumi come era scritto sul biglietto.
Willy Wonka dice a Charlie che vuole regalargli la fabbrica e appena sarà grande abbastanza potrà dirigerla.Charlie non crede alle sue orecchie. Era questo lo scopo segreto della visita: l’unico bambino vincitore avrebbe ricevuto in dono la fabbrica, perché il signor Wonka è ormai troppo vecchio per portare avanti tutto il lavoro da solo e vuole che a dirigerla non sia un adulto, ma un ragazzo buono, intelligente e affettuoso. Wonka decide di far trasferire tutta la famiglia di Charlie nella fabbrica, così lui, Charlie e nonno Joe vanno a prendere tutti con l’ascensore e ritornano insieme nella fabbrica.
"LA FABBRICA DI CIOCCOLATO": ROALD DAHL
Roald Dahl, l'autore del libro "La fabbrica di cioccolato", nasce nel 1916 a Landaff -Cardiff da genitori norvegesi. L'infanzia
del piccolo Roald è segnata dalla morte del padre quando lui aveva solo 4 anni
e successivamente dalla rigida educazione ricevuta nei collegi a cui viene affidato, sebbene la
famiglia continui ad essere un’isola felice per lui, come racconterà più tardi
nel suo libro “Boy”
Nel 1939 scoppia la
seconda guerra mondiale e Dahl si arruola nella Royal Air Force, dove
ottiene rapidamente il grado di tenente
pilota, fino a quando un incidente aereo durante una missione gli causa prima
il confinamento a terra e poi il trasferimento in patria da dove mancava da sette
anni. Dopo un breve periodo di convalescenza è inviato all'ambasciata
britannica a Washington, dove in segreto avrebbe dovuto fare propaganda e
spionaggio .
Nel 1942 inizia la sua carriera di scrittore con un racconto
per bambini, “Shot Down Over Libya”
ma Il primo libro per bambini con cui
riscuote maggior successo è “James e la pesca gigante”, pubblicato
nel 1961 e divenuto poi un film d’animazione nel 1996.
Nel 1953 sposa la nota attrice Patricia Neal dalla
quale ha cinque figli: Olivia, Tessa, Theo, Ophelia e Lucy.
Tornato in Gran Bretagna Dahl acquista una vasta popolarità
come scrittore per bambini e, negli anni Ottanta, grazie anche
all'incoraggiamento della seconda moglie Felicity Ann d’Aubreu
Crosland, sposata nel 1983, scrive le sue opere migliori: “Il
GGG”, “Le streghe” e “Matilde”. Altre grandi storie pubblicate
dall'autore sono: “Gli sporcelli”, “La fabbrica di cioccolato” e “Il grande ascensore
di cristallo” che ne rappresenta il seguito.
Per il cinema ha realizzato diverse sceneggiature, tra cui
quelle dei film “Agente 007 – Si vive
solo due volte”, “Gremlins” e “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
Ritiratosi
a Gipsy House, la sua grande casa di Great Missender insieme
alla seconda moglie Lucy, ai
figli e ai nipoti, muore il 23 novembre 1990 di leucemia all'età di 74 anni.
(post a cura di Francesca Pia Margarita - I C)
SIAMO TORNATI!!!
Eccoci qui: siamo i ragazzi della I C e della II E della"Monterisi" e, come hanno fatto altri compagni prima di noi, pubblicheremo in questo blog i nostri lavori: ricerche, temi, relazioni, resoconti di qualunque esperienza che ci sia sembrata interessante e che ci fa piacere condividere con chi ci vorrà seguire... Cominciamo subito!
giovedì 13 febbraio 2014
IL CINEFORUM DELLA III C: "IL GRANDE DITTATORE" DI CHARLIE CHAPLIN
Lunedì a scuola ho visto un film "Il Grande Dittatore" di Charlie Chaplin girato nel 1940 durante la seconda guerra mondiale. A me questo film è piaciuto molto, come tutti gli altri del resto. E' stato un film davvero bello, divertente e un po' triste. Questo film è la parodia di Hitler durante il dominio della potenza nazista in Europa. L'interpretazione di Charlot è sublime tanto da riuscire a raccontare la figura di Hitler come una persona cattiva, ma anche ridicola e sciocca. L'intenzione del regista Chaplin è quella di trasformare il tema in una pungente satira contro il nazismo e riesce a rappresentare la verità in maniera comica, mantenendo allo stesso tempo l'aspetto realistico e storico della dittatura nazista. La parte più bella è il celebre monologo detto "il discorso dell'umanità", nel quale il barbiere, nei panni di Hitler, parlando al popolo tedesco, proclama la necessità dell'amore verso tutti, ebrei, uomini neri e bambini, e dice che l'avidità, l'odio, lo sfruttamento, il disprezzo sono solo mali passeggeri, mentre in futuro la libertà, l'amore, la speranza, la felicità e la democrazia torneranno nel nome di Dio .
Secondo me questo film racconta ciò che si è realmente vissuto in quei tempi, ma il tutto è raccontato in maniera comica e comprensibile per tutti: non è un caso se questo fìlm è considerato un capolavoro cinematografico mondiale.
(post a cura di Gaia Pullo)
Iscriviti a:
Post (Atom)



