venerdì 22 febbraio 2013

VIVERE E'... (SECONDO NOI)


Vivere è saper sognare
anche cose impossibili,
saper cantare
anche canzoni incredibili
                       (Silvio Gargano)

Vivere è vedere il meglio
della vita e saperne amare ogni aspetto.
Vivere è scoprire se stessi
e sapere essere umili.
                       (Francesco Giardino)

Vivere è rispetto verso se stessi e gli altri,
ricordandosi anche del prossimo.
Vivere è rilassarsi,
scordando anche solo per un attimo 
le cose brutte e stressanti che ogni giorno ci inseguono.
Vivere è crescere:
non rimaniamo sempre piccoli,
dentro di noi c'è sempre una parte più grande.
                     (Ivana Rombi)

Vivere è collezionare
non figurine, ma bei ricordi
e saper pensare
a una poesia dai versi belli.
Vivere è saper vivere
in un giorno di sole o di nebbia
e non andarsene o svanire
come un piccolo granello di sabbia.
                     (Gianmaria Schiavino)

Vivere è soccorrere o aiutare 
chi fortuna non ne ha avuta:
avere un cuore per amare
è l'unica ricchezza posseduta.
Vivere è stare all'aria aperta
sotto un cielo azzurro su un verde prato,
proteggere l'ambiente e stare all'erta
affinchè questo tesoro sia tutelato.
                     (Eleonora Federico)

Vivere è respirare,
essere presenti in ogni minuto di ogni giorno
che poi in poco tempo sembra già terminare;
vivere è prendere decisioni e aiutarsi a vicenda:
in noi ci può essere qualche imprecisione
ma la vita è stupenda.
                       (Chiara Vernieri)

Vivere è godersi la vita,
godersi la luce del giorno
come una musica infinita
o come le stelle intorno al mondo.
Vivere è scoprire un mondo nuovo,
un mondo pieno di stranezze
tondo e compatto come un uovo
con un sacco di incertezze.
                        (Gaia Pullo)

Vivere è uscire dal bozzolo
come bruchi che diventano farfalle,
non è come cadere in un pozzo
ma stare nella natura come margherite gialle
Vivere è essere felici
e prendere ogni cosa positivamente
ma non mancheranno i momenti malinconici
che vanno vissuti pazientemente.
                        (Anna Emilia Candela)

mercoledì 23 gennaio 2013

DELITTO ALLA "MONTERISI"

Era l'ultima settimana di lezione prima delle vacanze estive e nella 2C c'erano solo otto alunni presenti: Chiara, Claudio, Francesco, Anna Emilia, Costabile, Sara, Gaja e Ivana. La giornata era iniziata come tante altre, anche se i ragazzi erano particolarmente eccitati all'idea che avrebbero inserito l'ultimo post dell'anno scolastico sul loro blog, con l'aiuto della prof. di italiano. Questa volta la prof. aveva dato loro la possibilità di decidere di quale argomento parlare. Francesco aveva tante idee, Ivana, Sara e Anna Emilia volevano parlare della storia di Giuseppe Verdi, Gaja e Chiara dell'alimentazione mentre Costabile e Claudio erano a corto di idee...
Stavano accendendo la LIM, quando la prof. di italiano chiede ai ragazzi di portarle il bicchiere d'acqua che era solita bere prima di iniziare la lezione e poi quel giorno faceva particolarmente caldo. Francesco, sempre pronto ad offrirsi volontario, schizza fuori dalla classe alla ricerca di un bicchiere di plastica e vola in bagno per riempirlo d'acqua.
Ci mette un po' di tempo e rientra in classe facendo l'imitazione della signora Livia, la bidella, che ancora urlava perché si era resa conto che dal suo armadietto era sparita la busta dei bicchieri di plastica. Era stata un'impresa trovarne uno ma, racconta Francesco ai suoi compagni, piuttosto che fare brutta figura con la prof. ritornando a mani vuote, aveva preso l'unico bicchiere che era riuscito a vedere vicino a sé, poggiato su uno scaffale nel corridoio.
Ma dopo aver bevuto qualche sorso d'acqua la prof. si accascia sulla cattedra senza vita. Cosa sarà successo? I medici arrivati in soccorso non possono fare niente per lei e dopo poco ecco arrivare la polizia chiamata dalla preside.
Dall'esame fatto sul contenuto del bicchiere risulta che l'acqua bevuta dalla prof. conteneva una certa quantità di veleno per topi in polvere e le uniche impronte trovate su di esso erano di Francesco.
Quindi, l'unico sospettato del commissario Rossi è lui, ma c'è un dubbio: tutti hanno dichiarato che i suoi rapporti con la prof. erano ottimi.
Tra gli otto presenti c'è grande agitazione, non riescono a stare fermi e in silenzio, nonostante la presenza della polizia. Francesco riflette sull'accaduto, pensando ad una storia da scrivere. Sara e Ivana sono particolarmente impaurite e Anna Emilia si lamenta di un prurito alle mani dando la colpa ai poliziotti e disse: "Quei poliziotti con la loro mania di prendere le impronte!" Quell'inchiostro le aveva fatto sicuramente allergia. Chiara non riesce a togliersi dalla testa quello che era accaduto e incomincia a ragionare e riflettere sul fatto che forse non è stato Francesco ma qualcun altro. Crede che, se veramente fosse stato lui, avrebbe trovato un modo per far si che le sue impronte non apparissero sul bicchiere per non essere scoperto.
Poco dopo infatti la polizia trova dei guanti in cortile probabilmente gettati dalla finestra, un paio di quelli che usano tante mamme in cucina per non rovinarsi le mani, fatti di quel materiale sottile di gomma bianca. Adesso quindi, proprio come aveva pensato Chiara, Francesco non è più il sospettato numero uno. I sospettati dunque, sono tutti gli otto presenti.
Chiara cerca di ricostruire nella sua mente tutti i momenti prima e dopo l'accaduto. Di sicuro l'assassino è uno di loro perché solo un alunno può conoscere l'abitudine della prof. di chiedere l'acqua prima dell'inizio della lezione, ma come aveva fatto a mettere la polverina nel bicchiere?
Guarda i volti dei suoi compagni ad uno ad uno, Claudio, Costabile e Francesco giocano a battaglia navale per passare il tempo. Ivana, Gaja e Sara sono così impaurite da essere diventate pallidissime e Anna Emilia non trova pace con quel prurito alle mani, che ora sono coperte da tanti puntini rossi. Continua a ripetere che è tutta colpa  dell'inchiostro, quell'inchiostro dei poliziotti! E' così strana, si gratta, si gratta.
All'improvviso ecco! Quei puntini, i guanti fatti di quella gomma! Chiara ricorda che sua madre non li usa mai. Dice che non li sopporta perché le fanno allergia. Allergia al lattice! Anna Emilia li ha messi per non far trovare le sue impronte sul bicchiere, ecco perché ha il prurito!
Chiara informa subito il commissario Rossi di questa scoperta: Anna Emilia sapeva che la prof. avrebbe chiesto il bicchiere e, conoscendolo bene, sapeva che Francesco non sarebbe mai mancato quel giorno a scuola perché c'era da scrivere l'ultimo post sul blog!
Sicuramente Anna Emilia aveva preso il veleno dal garage di suo padre e l'aveva messo nel bicchiere che aveva lasciato su quello scaffale dopo aver rubato quelli della signora Livia.
Sapeva con certezza che Francesco vedendolo lo avrebbe preso pur di non fare brutta figura!
Ma perché tutto questo? Lei non aveva motivo di fare una cosa simile: era la migliore, la prof. le dava sempre soddisfazione, sempre ottimi voti... appunto! Anna Emilia era stufa di tutto questo, non si sentiva libera di fare errori, aveva paura di sbagliare e deludere la prof. ed era invidiosa di quelli che non dovevano dimostrare niente a nessuno.
Quindi aveva deciso di eliminare il motivo della sua ansia: la prof. di italiano!
Anna Emilia, messa alle strette dal commissario, non ha potuto fare altro che confessare... e il caso è risolto!
                                         (Post a cura di Chiara Vernieri)

venerdì 14 dicembre 2012

LA PRIMA E LA SECONDA C AUGURANO BUON NATALE A TUTTI!!!

                       Natale     (poesia dei cinque sensi)
Profumo di resina, di spezie e di incenso,
rintocchi di campane a mezzanotte
mentre già gusto struffoli e fritture;
nasi rossi, pacchetti verdi e oro,
l'aria pungente che pizzica le mani:
questo è un Natale da non dimenticare!
                                       (lavoro collettivo I C)

                                Acrostici di Natale
Natale, finalmente è
Arrivato e nasce Gesù!
Tavole imbandite e
Allegria in famiglia,
Leccornie da gustare ma alla fine
Ecco che scocca la mezzanotte
                  (Giorgio Minelli  I C)

Nato! E' nato!
Alleluia! Alleluia!
Tanto 
Amore ha portato,
Letizia 
E pace ci ha donato.
                (Ginevra Di Domenico I C)

                                         ABC di Natale
Abbracci
Bacioni e
Carezze
Domani 
E per sempre un
Felice 
Giorno sarà.
Ho sognato
Il
Lieto
Momento 
Natalizio!
Ormai da tempo
Penso a
Questo...
Ridendo,
Scherzando e
Tenendo in mano
Una tazza di 
Vellutato
Zabaione.
                 (Giulia Di Vernieri I C)

Auguri e
Buon Natale!
Che
Doni!
E' una
Festa 
Grandiosa!
Ho
Invitato
La
Mia cara
Nonna e 
Ogni
Pranzo
Quest' anno
Rimarrà
Sempre
Tradizionalmente
Unico,
Vivace e
Zuccherato!
              (Michele Spacagna I C )

Auguri e 
Buon Natale!
Che 
Doni,
Euforia e
Felicità!
Gesù
Ha
Inviato 
Luce
Magnifica
Nella notte
Oscura
Per rendere
Questa terra
Radiosa
Santificando 
Tutta l' 
Umanità col
Vento 
Zefiro dello Spirito Santo.
                   (Maria Rita Scarano I C)
                               
                        Sonetto di Natale
Porgiamo insieme gli auguri per Natale
alle persone che ci sono care
e un sorriso vogliamo regalare
a chi è povero e a chi mangia caviale.

Vogliamo farlo in modo originale
e un sonetto perciò vogliam donare,
così che tutti possano ascoltare
il nostro augurio fuori dal normale.

Auguriamo la pace a tutti quanti, 
con gioia, allegria e felicità
in un grande, amoroso girotondo

a grandi, piccini ed anche ai giganti,
ed alle persone di tutte le età,
perché il Natale splenda in tutto il mondo.
                           (Lavoro collettivo II C)

                 Natale  (poesia dei cinque sensi)
Profumo di pesce, di dolci e frittelle,
sapor di castagne, di miele e cannella,
mentre tocco i pacchetti per capire che c'è,
il fuoco scoppietta ed un canto ci allieta
e brillano luci sull'albero e in strada.
Vorrei che la gioia non sia solo mia,
ma che per tutti ci sia pace e armonia.     
                                (Lavoro collettivo II C)


AUGURI A TUTTI!!!!
                    


mercoledì 12 dicembre 2012

RELAZIONE: L'ALIMENTAZIONE

Il 5 dicembre sono venute a scuola la dott. Felicia Iannuzzi e la psicologa dott. Paola Di Vito, che ci hanno spiegato come seguire una corretta alimentazione, che è importante per noi adolescenti che viviamo in un periodo molto delicato e caratterizzato da molti cambiamenti, ma a volte non troviamo il tempo per fare un pasto adeguato.
Prima di tutto c'è stata spiegata la differenza tra mangiare, che è la semplice azione del nutrirsi, e alimentarsi che significa anche mangiare i cibi della nostra tradizione, magari con il piacere della compagnia.
La corretta alimentazione è importante per la salute e il benessere di ogni persona. Al giorno d'oggi molte malattie sono dovute ad un'alimentazione non corretta. Le riviste mostrano spesso ragazze molto magre che provocano invidia a ragazze più robuste che a volte fanno diete sbagliate e pericolose per la loro salute. Alcune persone non hanno controllo sul proprio regime alimentare e ciò provoca sovrappeso  e obesità.
Gli adolescenti tendono a mangiare non solo per fame ma anche per noia, per imitare gli amici o per stare in compagnia. Per questo la loro dieta molte volte è sbilanciata e vengono introdotte  nel loro corpo troppe calorie. Invece in questa fase della vita si deve assumere un'alimentazione variata che dia fibre, ferro, calcio e vitamine. In momenti particolari della vita occorrono maggiori sostanze: ad esempio le ragazze all'inizio dei cicli mestruali hanno bisogno di maggiori quantità di ferro, mentre in genere la popolazione assume poche quantità di calcio.
I comportamenti alimentari sbagliati sono tanti: molte persone saltano o consumano in fretta la prima colazione, che è il pasto più importante per iniziare la giornata: aiuta il metabolismo, contiene nutrimenti importanti ed è fondamentale per la concentrazione a scuola. Di solito si consumano vari snack molto calorici soprattutto nel pomeriggio. Molto frequentati sono i fast food dove avviene il consumo di patatine fritte, panini con hamburger, formaggi e salse che non rappresentano un pasto equilibrato, perché sono ricchi di grassi e ipercalorici. Le bevande dolci e gassate creano gonfiore e apportano calorie inutili e spesso vengono sostituite a bevande molto più importanti come il latte: così si riduce ulteriormente l'apporto di calcio. Molte persone inoltre escludono dalla dieta frutta, verdura, pesce, latte e latticini. L'abitudine alimentare più pericolosa riguarda il consumo delle bevande alcoliche, che determinano la chiusura dello stomaco, alterano la lucidità mentale e col tempo provocano anche gravi malattie al fegato e al sistema nervoso.
Un'altra regola alimentare fondamentale è che il numero di calorie da assumere quotidianamente varia a seconda dell'età e dell'attività; ad esempio gli adolescenti devono assumere più calorie rispetto ai neonati e agli anziani. Gli sportivi necessitano di più calorie rispetto alle persone che fanno una vita sedentaria. Anche il clima è importante, infatti nella stagione fredda l'organismo necessita di più calorie.
Ci sono dei cibi che sono destinati al consumo quotidiano e altri che invece devono esser mangiati con minor frequenza. Un cibo che viene mangiato quotidianamente è la pasta, che dal punto di vista dietologico non ha un apporto nutritivo molto elevato, per questo viene accompagnata da un condimento. Anche le patate devono essere assunte con il pane o con la pasta perché da sole non saziano. I formaggi, il latte e lo yogurt hanno un valore nutritivo elevatissimo perché ricchi di energia. L'assunzione di pesce è positiva per lo stato di salute perché esso è ricco di sali minerali e vitamine. La carne è ricca di proteine, il suo valore è composto oltre che dalla sua composizione chimica anche dalla sua digeribilità.
Il cibo in alcuni casi diventa lo strumento attraverso il quale si esprimono malesseri e disagi psicologici: si hanno così i disturbi del comportamento alimentare, cioè un rapporto conflittuale tra il proprio corpo e il cibo e questo influenza la vita dell'individuo: la persona colpita da uno di questi disturbi cambia la proprio alimentazione in funzione della percezione del proprio aspetto fisico. I disturbi alimentari più gravi sono l'anoressia e la bulimia. L'anoressia consiste nel rifiuto del cibo: la persona ossessionata dal proprio peso e dal cibo, oltre a mangiare poco, fa molto esercizio fisico e prende medicinali per perdere peso. I  danni alla salute sono molto gravi e si può arrivare alla morte. Invece con la bulimia: la persona mangia continuamente fino a vomitare, perché desidera dimagrire ma non ci riesce. Questi disturbi colpiscono principalmente (ma non solo) le donne dai 12 ai 25 anni e le cause possono essere diverse, di tipo socio-culturale o familiare. Sono colpite soprattutto le adolescenti che sono in una fase di cambiamento del corpo, del pensiero e delle relazioni. L'adolescente desidera essere accettato ed ammirato, l'aspetto fisico diventa importante e quindi si cerca di dimagrire, mentre il peso eccessivo diventa motivo di presa in giro, di esclusione e di vergogna.
Spesso i mezzi di comunicazione accentuano questa tendenza quando mostrano come esempi da imitare donne magre e bellissime e ci bombardano, soprattutto quando sta arrivando l'estate, con la pubblicità di prodotti per dimagrire. Queste informazioni spesso colpiscono chi è più debole, fragile e insicuro proprio perchè si trova in una fase di trasformazione del corpo. Per poter aiutare chi è in difficoltà bisogna ascoltare e trasmettere sicurezza e, se c'è pericolo, informare un adulto. Ognuno, inoltre, deve imparare ad amare il proprio corpo e a contare sulle proprie capacità indipendentemente dall'aspetto fisico. 
Lunedì 10 dicembre abbiamo avuto un altro incontro con la dott. Ester Ercolano, che ci ha spiegato l'importanza di leggere le etichette alimentari.
Ci ha spiegato che, per noi uomini che consumiamo cibi di origine animale, il benessere animale è connesso alla "sicurezza alimentare" in quanto un animale trattato bene è più sicuro per il consumo.
Fin dall'antichità gli uomini cacciavano e si nutrivano di animali, ma poi incominciarono ad allevarli. Quando iniziò l'industrializzazione, per aumentare la produzione gli animali, allevati in modo sbagliato, iniziarono ad avere dei problemi, a vivere di stress e quindi si ammalarono. Quando gli animali si ammalano, bisogna dar loro dei medicinali che a loro volta arrivano sulla nostra tavola e noi, mangiando latte, formaggi, uova o carne, potremmo ammalarci o avere reazioni allergiche. Oggi, grazie alle varie leggi, possiamo stare attenti a ciò che mangiamo.
A proposito dell'etichetta, la dottoressa ci ha spiegato che essa è una specie di biglietto che serve a leggere le caratteristiche del prodotto alimentare. Leggere le etichette serve a scegliere i prodotti che contengono meno additivi, cioè meno E, tra cui glutammati e conservanti. Ai cibi vengono spesso aggiunti gli additivi alimentari, che sono delle sostanze che vengono aggiunte al cibo per conservarlo in maniera migliore per il consumatore. E' importante leggere le etichette, soprattutto per chi è allergico e intollerante a certi alimenti o a certe sostanze. La dottoressa ha poi parlato dei coloranti, che servono a rendere il cibo più "bello" ma in realtà spesso fanno male al nostro corpo, anche se in alcuni casi servono per proteggere gli alimenti.
Curiosità: e gli animali come fanno? Abbiamo saputo che molti mammiferi non vedono i colori ma solo in bianco e nero, perciò a loro non interessa se un cibo è bello o no, mentre per gli uomini un piatto ben presentato è più stuzzicante; inoltre altri animali sono capaci di capire se il cibo è velenoso o no.
         (post a cura di Sara Giuliano ed Eleonora Federico)



domenica 9 dicembre 2012

UN TIPICO POMERIGGIO TRA AMICI

Io penso che lo sport sia un divertimento anche quando si arriva ad alti livelli agonistici: secondo me è una cosa che fa bene sia alla salute, perché ti fa fare i muscoli e ti fa dimagrire, sia alla mente perché ti fa fare nuovi amici e ti insegna molte regole. Il mio sport preferito è il calcio, che  fino all'anno scorso praticavo, ma quest'anno ho deciso di cambiare sport giocando a pallavolo o a basket; però  quando mi trovo con i miei amici gioco sempre a calcio con loro e mi diverto un mondo perché giochiamo in modo libero e confuso e non rispettiamo né gli schemi né alcune regole che non ricordiamo. Io sono abituato a giocare in strada perché non ci sono limiti come quando giochiamo in un campo da calcio o in uno stadio, ma comunque a me piace giocare in ogni luogo.  
Di solito il gioco del calcio, quando non si svolge in luoghi adatti, può essere un po' "sfigato" come è successo a me, Umberto e Alfredo. A noi tre, che ogni sabato andiamo a giocare a calcio al Parco del Mercatello, una volta è successo un fatto divertente. Mentre camminiamo per andare al parco, Costabile ci telefona e ci chiede di andare a citofonarlo, ma quando arriviamo a casa sua lui non può più scendere e quindi ce ne andiamo palleggiando. A un certo punto Alfredo vuole colpire me e Umberto, ma un motorino  si mette fra noi e Alfredo scaglia una pallonata alla Ronaldo, così forte che fa ondeggiare il motorino. Per fortuna non suona l'antifurto ma noi scappiamo lo stesso, poi la palla arriva a me e mentre corriamo io tiro una cannonata che ha la stessa forza di quella di Alfredo e colpisco una Citroen C2 nera che si ammacca. A questo punto la nostra unica salvezza è la fuga, così, correndo per evitare che il padrone dell'auto ci veda e ci insegua, finalmente arriviamo al parco.
Una presenza che condiziona la mia vita da calciatore è quella della signora Stella che abita in un palazzo nella piazzetta dove di solito gioco a pallone con i miei amici. Quando siamo andati la prima volta a giocare lì, abbiamo visto che, mentre giocavamo, la signora Stella aveva preparato sul suo balcone tanti secchi d'acqua sistemati come cannoni pronti a sparare. Imperterriti noi continuiamo a giocare ma ad un certo punto un mio amico tira una pallonata che colpisce in testa la signora. Lei allora non solo ci lanciò l'acqua addosso, ma ci insultò urlando parole strane e incomprensibili. Ormai noi e la signora siamo diventati amici ma ogni volta che qualcuno tira alto, noi in coro, impauriti dalla sua reazione se la dovessimo colpire di nuovo, le diciamo: - Stella, chiudete le finestre! -
                           (post a cura di Francesco Tancredi)

martedì 27 novembre 2012

MOMENTO COMICO TRA NOI...

C'era una volta, nelle alte colline lontano lontano dove giocano i Teletubbies tenendosi per mano, un bel castello di pietra. Era la dimora del principe-guerriero PADALINO che viveva lì con uno stregone di nome GRANESE ed un garzone BARONE con la BARBA. Recentemente, il guerriero era ritornato dalla battaglia in un GIARDINO contro un mostro PELLEGRINO ed aveva appena posato la sua armatura sul manichino che gli aveva costruito il vecchio TANCREDI. La corazza era danneggiata e il principe la consegnò al maniscalco del regno. Quest'uomo viveva in un cartone e campava d'elemosina: era un fabbro-barbone. Il principe aveva fame e si fece cucinare un PULLO campestre ed un piatto di PENNASILICO dal suo fedele chef di SANTAMARIA. Il giorno dopo, il principe fece colazione con una buona RAIOLA fresca ripiena di ricotta ma venne interrotto dal suo consigliere GIULIANO: un drago aveva bruciato tutta la foresta di Teletubbielandia ed era compito del principe fermarlo! L'attacco aveva interrotto il suo pasto a lume di CANDELA e il suo cavallo DI GREGORIO era già stato sellato dallo scudiero D'ANDRIA che si cibava solo di CARBONE. Prima di partire, il guerriero si fece portare delle provviste dal suo fedele SCHIAVINO che gli riempì la bisaccia con un CITRO fresco, un GARGANO, un biscotto FEDERICO, una borraccia di VERNIERI ultima annata ed una CAMARDA appena pescata. In più, aveva regalato al principe un bambolotto che sparava un CONSIGLIO all'ora e che era vestito con una camicia a ROMBI. Il principe s'incamminò per le sconfinate pianure di Teletubbielandia accompagnato dal suo fedele CAVALIERE che morì quasi subito cadendo in un burrone. Il guerriero arrivò nella caverna del drago e, pieno di paura, entrò. Il drago gigantesco gli ruggì in faccia ed il principe lanciò un urlo che venne avvertito su Saturno e il cuore del drago esplose. Il mostro si contorse dal dolore e l'incantesimo si spezzò rivelando un Dipsy fucsia che impazziva d'amore per il principe che scappando sul suo baldo destriero,attraversò il SARNO, emigrò nel mondo di Peppa Pig e vissero tutti felici e contenti!
N.B: Nel testo sono evidenziati i cognomi dei compagni di classe.
                                           (Post a cura di Francesco Giardino)


lunedì 26 novembre 2012

UN LAVORO DI GRUPPO : L'INQUISIZIONE E LA CACCIA ALLE STREGHE

L'inquisizione è l'istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all'ortodossia cattolica. Storicamente, essa nasce nel 1184 con papa Lucio III, ma poi  il 21 luglio 1542 Paolo III, allo scopo di combattere più efficacemente la Riforma protestante, costituì l' Inquisizione romana, ossia la "Congregazione della sacra, romana ed universale Inquisizione del santo Offizio ".
L' Inquisizione si propose nel corso della sua lunga esistenza di perseguire sopratutto gli eretici, ossia coloro che "dogmatizzano contro la fede cristiana e generalmente contro la religione"; anche i re che consideravano generalmente la religione come il bene dei popoli collaboravano con la chiesa alla repressione delle eresie, "sempre infeste all'altare insieme ed al trono".
L'inquisizione poteva giudicare chiunque, anche nobili o vescovi, e i magistrati e i giudici erano tenuti ad eseguire i suoi decreti, sotto pena di scomunica.
Gli inquisitori procedevano contro gli eretici, contro i pagani che dopo essere stati battezzati ritornavano a professare il paganesimo, contro astrologi e maghi soprattutto se questi avevano fatto patti col demonio, contro chi predicava dottrine scandalose e contrarie alla vera religione come quelli che sostengono che la Santa Vergine non sia stata concepita senza peccato originale. 
Il tribunale dell' inquisizione adottò la procedura del processo inquisitorio (dal latino inquisitio, cioè indagine) nel quale il giudice era anche accusatore: in un processo dell'inquisizione per giungere alla condanna era sufficiente la testimonianza concorde di almeno due testimoni o la confessione dell' imputato, il quale veniva detenuto in carcere durante lo svolgimento del processo. Se la prova della colpevolezza non era raggiunta, l'imputato era sottoposto a tortura (fino al XVIII secolo) generalmente consistente nella corda: legate le braccia dietro la schiena, l'imputato, nudo, veniva sollevato da terra dalla corda che scorreva su una carrucola fissata al soffitto. Egli era tenuto in quella condizione per non più di mezz'ora, perché una durata superiore poteva comportare gravi conseguenze, dalle lesioni agli arti superiori fino al collasso cardiocircolatorio. La tortura poteva essere ripetuta più volte nel corso del processo. 
La persecuzione di streghe e protestanti portò all'emigrazione forzata dei principali esponenti della fede riformata. Tra i processi famosi celebrati dal tribunale dell'Inquisizione si ricordano quello a carico di Giordano Bruno e il processo a Galileo Galilei. Particolarmente dura fu l'Inquisizione spagnola, dopo la conversione dei musulmani e degli ebrei al Cristianesimo: infatti l'Inquisizione fu un importante mezzo per rinforzare la ''limpieza de sangre'',  contro i discendenti di musulmani ed ebrei. 
Oltre a perseguitare eretici e protestanti, l'Inquisizione si dedicò anche alla caccia alle streghe, cioè alla condanna di donne sospettate di compiere magie e fatture e di essere legate a forze infernali da cui ricevere i poteri per danneggiare l'uomo.
La caccia alle streghe nacque alla fine del XV secolo e in quell'epoca le streghe furono perseguitate e spesso condannate a morte.
La strega era immaginata svolazzante a cavallo del suo manico di scopa in una società ancora legata a antichissimi credenze e superstizioni. La Chiesa Cattolica a quei tempi da una parte combatteva le credenze magiche, ma dall'altra credeva nell'esistenza di streghe e maghi che incontravano il diavolo e stringevano patti con lui durante i sabba. Le ''cacce alle streghe'' si concentravano soprattutto tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Seicento; le presunte streghe appartenevano di solito alle classi sociali più modeste  ed erano di solito vedove, levatrici ed erboriste, cioè donne sole o che esercitavano attività legate alla vita e alla salute; perfino le donne coi capelli rossi venivano considerate le donne di Satana.
Contro le streghe era possibile usare la tortura, anzi nel 1484 il papa Innocenzo VIII ordinò di scoprire, torturare e giustiziare le streghe in tutta Europa. Fu pubblicato il "Malleus maleficarum", una specie di manuale del perfetto inquisitore, in cui i frati domenicani Heinrich Kramer e Jacob Sprenger elencavano tutti i malefici delle streghe: esse uccidono il bambino nella pancia della madre, seccano i campi, mandano a male uva, frutta e tutto ciò che si coltiva, stregano con magie malefiche uomini, donne e animali, sono in grado di mandare malattie dolorose e possono impedire a donne e uomini di avere figli. Le donne accusate di stregoneria non sfuggivano mai alla prova della tortura; ad alcune si legava una pietra al collo e le si gettava in acqua: se morivano avevano dimostrato la loro innocenza, se si salvavano erano arse sul rogo. In questo modo l'Inquisizione dal 1257 al 1816 torturò e uccise milioni di persone, soprattutto donne, completamente innocenti.
(post a cura di Carmine Raiola, Ludovica Cavaliere, Claudio Barba, Francesco Tancredi, Umberto Santamaria, Sara Barone, Costabile Di Gregorio, Gaia Pullo, Antonio Sarno)